Diario S1 G10. Charles: il sogno Palermitano del picciotto del bar

Diario S1 G10. Charles: il sogno Palermitano del picciotto del bar

c’è chi sta a dieta
e mangia solo in bianco
e c’è chi mangia pure sotto banco
Buon appetito all’italia che va
così cosa, ma intanto va
(Enrico Montesano – Buon appetito all’italiana)

“Buongiorno”
“Buongiorno a voi. Caffetteria o cappuccineria?”
“Due caffè e due bicchieri d’acqua gassata.”
“Questo caffè è per la vostra persona personalmente, per l’educazione, per la bellezza, la gioventù…grazie sempre per la vostra persona che siete”
“Scusi, posso avere un altro bicchiere d’acqua?”
“Certissimamente, all’acqueria ci sono io; fino alle quindici, per le vostre persona personalmente.”

Le mie giornate cominciano più o meno tutte così. Anche adesso, con il sole che comincia ad essere caldo, “piccante”, anzi “picante”, citando il “compagno” Acciughina, non riesco, anzi non riusciamo, a mollare il caffè caldo del bar.

Ormai è un’abitudine, tutta disoccupata e siciliana doc, con Iphep, formiamo un duo di formidabili fruitori, che mai, perderebbero l’appuntamento fisso col signor “Charles”, l’arma vincente del caffè sotto casa.

Charles, “per la vostra persona personalmente”, è uno dei baristi più “divertenti” che abbia mai incontrato. Oddio, è un tipo di compagnia, all’antica, di quelli che lavoravano da tempo indefinito, alle volte un po’ invadente, un barman alla palermitana, di quelli che conoscono a memoria l’intera clientela, senza però impararne mai il nome. Per lui, per loro, siamo tutti dei “tu”, senza sapere chi e cosa.

L’essenza siciliana fatta persona, anzi fatta “persona personalmente” e per di più “per la vostra persona”. E’ allo stesso tempo, cordiale ed “arraggiato” ma anche cortese e risentito, col sorriso sulle labbra corretto con amaro. Insomma la risultanza di ciò che la nostra cultura è diventata, una rappresentazione tragicomica perenne.

Se fossimo in una puntata del “Commissario Montalbano”, la serie tv tratta dai racconti di Andrea Camilleri, sarebbe l’agente Catarella, l’imbranato agente centralinista del commissariato di Vigata, da cui copia consapevolmente la battuta reverenziale “per la vostra persona personalmente”.

Il signor Charles è il barman di quartiere nel quadrilatero libertà, una leggenda metropolitana che ripercorre parallelamente lo sviluppo di tutte le caffetterie della zona. Fin da quando aveva 10 anni infatti, quindi una quarantina in totale, è il ragazzo dei caffè dell’isolato, lavorando negli anni, in tutte le attività che si sono succedute.

Negli anni ha scalato la vetta della gerarchia dei “picciotti ru bar”. Ora ha un bancone tutto suo, da cui comanda una macchina da 8 tazzine, due miscelatori d’acqua ed una serie infinita di frigoriferi da cui non riesce mai a tirar fuori la bibita giusta.

Charles è sempre disponibile con la clientela, ma se c’è una cosa che lo infastidisce è sicuramente quella di servire i bicchieri d’acqua. Nel rispetto del suo ruolo infatti, sente venir meno la mancanza di un “picciotto” del “picciotto”. Nel suo bar non si rispetta l’anzianità di servizio. E il signor Charles non è un picciotto qualunque! Charles è uno che si è fatto quarant’anni a servire acqua e che ancora oggi, all’apice della carriera, non riesce ad avere un addetto “all’acqueria”, come è solito chiamare il servizio.

Per capire meglio, eccovi la scala dei picciotti da bar :

  • Garzone per consegne a domicilio, “u picciuotto ri domicili” (il ragazzo per i domicili);
  • Garzone da sala, “u picciotto pi puliziare i tavulina” (il ragazzo che pulisce i tavolini e consegna il vassoio ai tavoli);
  • Ragazzo per comande, “chiddu ca pigghia l’ordinazioni” (quello che prende le ordinazioni);
  • Ragazza della cassa, ruolo esclusivamente femminile che si attribuisce a figlie, mogli e nuore, ma solo se sposate da almeno tre anni, che, per convenzione naturale, “sunnu fimmini e un sannu fare niente” e “avissiru a stare a casa”, però allo stesso tempo sono di fiducia (sono donne e non sanno fare niente e che dovrebbero stare a casa);
  • Banconista junior, “chiddu ca runa l’acqua” (quello che da l’acqua e toglie i bicchieri);
  • Banconista senior, “chiddu ca fa i cafè” (quello che fa i caffè);
  • Proprietario di torrefazione;
  • Proprietario di bar;
  • Proprietario di pizzeria/polleria bar;
  • Proprietario di due bar, pizzeria/polleria;
  • Proprietario di tre bar, due pizzerie/pollerie, moglie straniera dell’est.

Scorrendo questa piramide gerarchica ci rendiamo immediatamente che Il signor Charles è il picciotto che ce l’ha fatta. Ha conquistato il sogno palermitano! Lui ha raggiunto tutto quello che una carriera da “picciotto ru bar” poteva offrire il ruolo di “banconista senior”.

Per la verità la carriera ha un piccolo ostacolo al successo, manca ancora un “banconista junior” da comandare. Ecco perché ad ogni richiesta di un bicchiere d’acqua vi sentirete rispondere ad alta voce che: “all’acqueria ci sono io, chiaramente ‘per la vostra persona personalmente’, ma soltanto fino alle 15.00” recitato con un tono fortissimo per segnalare il disappunto alla cassiera nonché moglie del titolare.

Per Charles una piccola rivincita sindacale a cui aggiunge, con una ironia ripetitiva, lo storpiamento di tutte le parole aggiungendo il suffisso “eria”, “bibiteria, acqueria, bagneria, etc etc.

E per questa “volteria”, vi saluto a vossia.

P.s. A futura memoria
Durante la scrittura di questo pezzo è arrivata una bella notizia che voglio condividere anche con voi. Volevo fare un augurio al mio amico White, che ieri ha postato su facebook l’ecografia della compagna incinta e che al telefono mi ha poi svelato che a: “gennaio lui è andato da lei, poi a dicembre lei è venuta da lui, poi se n’è venuto lui ed è rimasta incinta lei”.
Caro amico, un tempo eravamo poeti di sventura, adesso siamo soltanto di sventura (scherzo). Ti voglio bene, mille e ancora mille auguri a te e pure a lei, che non ho mai visto, manco in foto.
Sa tiene ammucciata.

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