Diario S1 G3. Ho visto la luce

Diario S1 G3. Ho visto la luce

Leggerezza che sei leggera,
se illumini la sera
io saprò che è lei,
io vedrò che è lei,
sempre lei,
solo lei.  (Tricarico – Leggerezza)

Eh “lupu!”

Lo so che ad alcuni di voi sarebbe piaciuta una esperienza di racconto pre-morte. Ma no niente, vi deluderò. Mi riferisco alla luce del giorno.

Anche stanotte o meglio, questa mattina, quando mi sono consegnato al letto era già arrivata l’alba.

E’ stata una notte tempestosa di fame e di pensieri. Soprattutto di fame. Un vero tormento. Poi però una focaccia di Lidl mi ha salvato.

Per conciliare il sonno ho visto le prime due puntate di “The Crazy Ones“, una serie tv incentrata sulle sorti di una agenzia di comunicazione il cui capo creativo è l’attore Robin Williams. Devo dire che non mi ha colpito. Anzi, faceva assai cagare. Ho scoperto però con piacere, il nuovo volto di Sarah Michelle Gellar, l’attrice che fu la “Buffy” ammazza vampiri.

La credevo morta.

Comunque. Passata l’alba, che per me è ancora notte, ho visto veramente la luce, quella del mattino. Anzi quella del quasi pranzo, visto l’orario. Alle 11:30 dunque, come da mia abitudine, sono pure uscito di casa, ovviamente, manco a dirlo, per fare colazione.

Ah. Che si sappia, il primo caffè del giorno è fondamentale per berlo al bar. E’ energia pura. Hanno ragione Ficarra e Picone: l’economia siciliana si basa sui bar! Ed io, modestamente, sono l’azionista di maggioranza di una ventina di loro.

Una volta raggiunto uno dei miei soliti bar, ho avuto anche la classica dose di bile quotidiana. Nonostante l’ottimo cornetto alla crema infatti, ho scoperto che la proprietaria del locale, a cui non voglio regalare ulteriore pubblicità, dedica una parte del suo lavoro ad un servizio per la collettività: il controllo del traffico su striscia blu.

Oggi mi è parsa più agitata e forse, anche per via della notte di passione televisiva avuta, ero più curioso del solito. Insomma, cercavo qualcosa di interessante.

Scoprii così che uno dei suoi “clienti-clienti”, cioè uno di quelli che oltre a pagarle il caffè le storna anche una mancia per il parcheggio abusivo, s’era beccato una multa che lei, nell’esercizio delle sue funzioni, non aveva potuto fermare.

Mannaggia. Che nervi. Coglione io che pago sempre pure per i dieci minuti di un caffè. 

Che poi chissà quanto costa questo servizio; al cliente e pure alla città in termini di multe mancate.

Attenzione, premetto che non sono un sostenitore delle strisce blu! Non capisco però perché qualcuno possa scansarsi il pagamento della sosta, magari con un caffè al giorno, ed io mi debba prendere 2 multe al mese quando ritardo a sostituire il tagliando.

Insomma. Siamo alle solite! In questa città se vuoi posteggiare, sempre con un caffè te ne devi uscire.

Almeno spero che i bar rilascino lo scontrino.

Tornando alle cose serie. Forse è vero che sto invecchiando, come ogni buon anziano che si rispetti della vita noto soltanto le cose storte.

E questo mio diario, infondo è un testamento per non dimenticare. Soprattutto le storie cattive di questa città.

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